10 aprile 2010

Vendere nella legalità


Siamo hobbiste, le cose che facciamo sono il frutto della nostra creatività e del nostro ingegno.
Sono opere fatte con passione, intelligenza e tempo, il nostro tempo.
Vorremmo poterle presentare ed eventualmente vendere senza patemi, nella legalità, sul web e altrove, è chiedere troppo?
Vorremmo una riforma ( si parla tanto di riforme in questo periodo) che disciplini equamente questa materia e ci permetta di vendere e pagare le imposte senza soffocarci.
La Partita Iva è un meccanismo che ci stritola, strade alternative non ce ne sono.
Ho conservato una email che mi aveva scritto una mia amica americana, dove mi spiegava per filo e per segno cosa succede al di là dell'atlantico, dove tutti pagano le tasse.
Mi è capitato di rileggerla ieri, mentre cancellavo delle vecchie scartoffie.
In America, se vuoi vendere ti serve una licenza.
Vai in un ufficio che si chiama "Board of equalization", che si può tradurre in "camera della parità" (bellissimo!), compili un "form", e ti rilasciano il "seller's permit", la licenza di vendita, è gratuita, non devi pagare nulla.
A quel punto sei in regola, sei registrata, metti la tua licenza di vendita in cornice e se partecipi ad un mercatino la tieni bene in vista sul banco.
A fine anno l'ufficio ti spedisce un modulo su cui devi registrare sia le tue vendite che gli acquisti che hai fatto, puoi dedurre tutte le spese, i colori, i pennelli, tutto, quindi ti conviene tenere tutte le ricevute.
Non ti è permesso vendere "tasse incluse", se una cosa la vendi a 10 euro, chiederai 10,60.
I 10 sono per te e i 60 cent per lo stato, li conservi separati, tu sei solo un esattore che raccoglie le tasse, a fine anno compili il modulo e le restituisci allo stato.
Fine della storia.
Ecco spiegato perchè sui siti e blog americani ci sono sempre i prezzi esposti mentre da noi mai. Vorremmo poterlo fare anche noi e sentirci bene, senza patemi. E' un pio desiderio, lo so.

23 commenti:

Michela ha detto...

Hai ragione Ernestina ! Quant'è tutto complicato in italia su questo versante ...

PAOLA ha detto...

Questo tuo post capita a fagiolo... torniamo sempre al solito discorso.
Ora io dico: visto che non c'è in Italia una legge che disciplina la materia, perchè non facciamo in modo NOI che nasca? Ovviamente senza soffocarci con le tasse, se no chi si mette in regola?
E fare una petizione con il maggior numero di firme da inoltrare allo stato?
Sto dicendo una baggianata?
Quanto mi piacerebbe...E' davvero un pio desiderio!
Grazie per il post, Erne!
Un salutone,
Paola

Elisa Martins ha detto...

Ciao ernestina! Questo que ha deto ancora si passa en Portugal.Qui si tu trove un canni perdito e sei recompensato, dove tenere de pagar lo imposto al state de lo dinaro que ha recebido. Te fai rire, ma anche plorare.Com lo laboro mesma cosa.Portugal... Itália, la mesma cosa.Baci

clem ha detto...

Anche se io non produco così tanto da poter vendere, condivido pienamente il tuo pensiero e se deciderai di fare qualcosa in tal senso, darò la mia disponibilità, un abbraccio!

Ernestina ha detto...

Maaah! Paola temo che una petizione non serva a nulla! Noi siamo l'ultima ruota del carro e non abbiamo nessun peso contrattuale...se non ci riescono i commercianti con le loro associazioni ad ottenere
gli sgravi che chiedono a gran voce, immaginati noi!

Clem, grazie del tuo commento, il mio è stato un sfogo, a volte mi viene il nervoso!
Elisa, ho capito, anche da te è la stessa cosa ciao

verosassi ha detto...

Siamo in Italia ... e lo stato non si accontenterebbe di 60 cent ... ma vorrebbe i 10 euro e lascerebbe a noi i 60 cent ...
Vero

Milvi ha detto...

Concordo con te, sarebbe importante e utile trovare una soluzione che ci permettesse di essere in regola e sentirci tranquille....
baci
Milvi

Federica ha detto...

Ernestina ma i tuoi sassi sono meravigliosi, bellissima l'iguana e la tua capacità di vedere nel sasso ciò che diverrà. Complimenti!!

Ernestina ha detto...

Credo che il problema fondamentale sia sapere e capire come muoverci, cosa possiamo fare e cosa no...
Questo è un chiarimento sulla nostra attività di hobbisti, preso dal forum "giorgiotave", scritto da un commercialista :
"La legge fissa così l'attività commerciale svolta occasionalmente
1) tetto massimo di entrate annue (5.000 euro)
2) niente pubblictà, cataloghi, listini prezzi....Per il fisco hai dato inizio ad una attività imprenditoriale nel momento in cui proponi offerte al pubblico in modo organizzato (volantini, sito web, biglietti da visita etc etc)

Se qualcuno sa qualcosa di più....

Ernestina ha detto...

ahahhahaa!! Vero, hai ragione, a noi lascierebbe le briciole :-))

Ciao Federica, grazie per i tuoi complimenti!

Tilly ha detto...

fantascienza!

Paola ha detto...

Bisogna trasferirsi in America e poi vendere in Italia.....:o(
Qui hanno paura che diventi ricco...haha

Anna B. ha detto...

Non si può che condividere la tua riflessione!

Annarita ha detto...

A parte tutto,qualcosa si deve pur fare? O dobbiamo restare per sempre mortificati in questa umiliante situazione?
Queste attività dovrebbero inorgoglirci ed invece ci fanno vergognare!
Chi è più capace e sveglia si muova,noi più imbranati ci aggiungiamo per sostenere.
Annarita

l.a.r.k. ha detto...

I LOVE your rocks! :))

Ernestina ha detto...

Annarita hai ragione, ma cosa si può fare? Adesso se arriva il federalismo ogni regione avrà le sue direttive in materia fiscale...magari sarà una babele peggio di adesso, staremo a vedere, io ho zero fiducia! ciaoo

Graziella e Imma Sotgiu ha detto...

è un problema che ci siamo poste anche noi che pur facendolo per hobby, vendiamo ed esponiamo se capita qualche evento, ma vorremo avere la tranquillità di farlo legalmente, ho accertato che non è possibile perchè avere la partita iva comporta altri oneri che noi non potremo sostenere, pertanto rischiamo nella speranza che nessuno venga a "rompere".
In questo momento non penso sia facile cambiare le cose! aspettiamo tempi migliori.
ciao ciao Imma

francesca ha detto...

Ciao Ernestina! Il tuo post è davvero interessante! E' un grande problema che mi sono posta spesso. Contattando un comune per partecipare ad unmercatino dell'artigianato, mi è stato spiegato che non serve la partira iva, ma devo pagare il suolo pubblico e devo presentare all'ufficio che se ne occupa, o comunque avere con me, una dichiarazione che dice in sostanza che le opere sono frutto del mio ingegno e che non sono prodotte in serie. Se interessa, posso fare avere la dichiarazione. Spero che il mio piiicccolo contributo serva a qualcosa! Buon fine settimana a tutte!
PS. mi sono messa tra i tuoi sostenitori, le tue creazioni sono bellissime!

Ernestina ha detto...

Ciao Francesca, grazie per il tuo intervento.
In effetti per quanto riguarda la partecipazione a mercatini di hobbisti non ci sono molti problemi, la P.I. non serve. Dovrebbe bastare la " dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà" debitamente compilata, che è un documento prestampato che si può fare anche da soli con Word. Io ne ho una copia e non so, se riesco, provo a incollarla qui, magari può servire a qualcuna...però ripeto non è una licenza di vendita, è una dichiarazione che serve solo per i mercatini di hobbysti!!
ciao, grazie!
Erne

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’

(ART. 4 legge 4 gennaio 1968, n. 15 e art. 2 D.P.R. 20 Ottobre 1998, n. 403)




Il/la sottoscritta ­­­­­­­­­­­­­­­­_______________________________________________________________

Nato/a in _________________________________________il _________________________

Residente in __________________________________________________________________

Via ____________________________n. ___________________________________________



Consapevole che le dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi sono puniti ai sensi
Del Codice Penale e delle leggi speciali in materia


DICHIARA


Di esporre e vendere oggetti di propria creazione, intesi come opere dell’ingegno creativo, senza necessità di autorizzazione amministrativa ai sensi dell’art. 4 comma II lettera H del D.L. 31.03.1998 n. 114 e ai sensi dell’art. 1 comma II del Decreto Ministeriale 21.12.1992 per le categorie non soggette all’obbligo di documentazione disposto dall’art. 12 comma I legge 30.12.1991 n. 413 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22.12.1992 n. 300 riguardante l’esonero dall’obbligo di rilascio della ricevuta fiscale.


Letto, confermato e sottoscritto



Data______________________




____________________________________
Firma della dichiarante per esteso e leggibile



Allegato fotocopia carta d’identità

Ernestina ha detto...

Questo link è molto utile :
leggete qui per avere informazioni chiare su cosa potete fare e non potete fare :
http://vyrtuosa.giovani.it/diari/3098306/creare_e_vendere_le_proprie_creazioni_aspetti_fiscali_partita_iva_e_altre_amenit.html

Shula ha detto...

Ciao, il tuo post ha quasi un anno ormai. Spero comunque che leggerai e risponderai al mio commento. Hai scritto tra i commenti che listini prezzi e affini sono considerati dal fisco come inizio di un'attività, volevo chiederti da dove trai questa conclusione, perchè leggendo l'ultimo link fornito nei commenti non sembra che sia così.
Scusa se ti assillo, il fatto è che leggendo la guida sembra che si possa vendere come si vuole in internet, basta che non guadagni più di 5000 euro

Ernestina ha detto...

Ciao Shula,
io ho riportato tutte le opinioni e i pareri, alcuni sono discordanti lo so, in realtà non si capisce bene cosa si può o non si può fare, la legislazione non è chiara...per i mercatini dipende dalle regioni e ogni regione ha le sue direttive locali.
Anche su internet è un casino...tutti vendono..ma si potrebbe? bohhh!
Il punto fermo è che deve essere un'attività occasionale, cioè ogni tanto, quando capita, a livello hobbystico.
Se invece di farlo con un sito o blog in cui ti esponi personalmente, lo fai tramite questi portali che adesso fioccano da ogni parte...tipo Etsy, Dawanda, Misshobby..lì pare che sia ok, perchè trattano solo oggetti fatti a mano..come dire ..fatti in casa.
Questo è quello che so.
Il listino prezzi e tutto ciò che odora di pubblicità tipo volantini ecc, sono cose che presuppongono un'organizzazione e quindi non rientrano più nell'Hobby, nel lavoretto occasionale.
ciao

Shula ha detto...

Grazie per la risposta velocissima!
Non ci si capisce proprio niente...